
Tutti noi vogliamo avere delle certezze che ci infondono, a loro volta, sicurezza. Se il tuo blog non procede come speravi all’inizio, cosa pensi di fare? Molte persone consigliano di avere un piano di riserva, così che, nel caso in cui qualcosa vada storto, puoi sempre rimanere in carreggiata con un altro progetto. In questo articolo ti spiegherò perché pensare ad un piano B sia improduttivo e di come questo ti distolga dalla via del successo.
La maggior parte delle volte, quando un blog chiude, la persona che ci stava dietro cambia e passa alla prossima “tappa”, al prossimo obbiettivo da raggiungere, al nuovo progetto. Ha quindi in testa qualcos’altro da fare, nello sfortunato caso in cui le cose con il primo blog non funzionino.
Non ti sembra alquanto improduttivo come pensiero? Perché così tanti di noi hanno piani per cosa succederà se le cose non vanno per il verso giusto? Non sarebbe più produttivo pensare a come avere più chance di successo piuttosto che a cosa fare nel caso di un fallimento?
Cosa è realmente il “Piano B”
Meno piani hai nel caso di un fallimento, più chance avrai di fare quello che desideri ora e avere successo. Avere un secondo piano, o comunque un’idea su cosa fare in seguito se o quando fallirai, sembra una cosa abbastanza furba. Ma psicologicamente indica che, ad un certo punto, il tuo piano iniziale prenderà un brutta piega o che comunque non andrà esattamente come avevi pianificato. Non importa quanto tu sia motivato e determinato ad iniziare un nuovo blog, convinto di avere l’idea da un milione di dollari, perché nel momento stesso in cui ti poni la domanda “Cosa dovrei fare se questo non funziona?” inizia il tuo fallimento.
Ma quindi, se non pianifichi nulla per quando fallirai, è logico pensare che avrai successo, giusto? Purtroppo non è così, dipende molto dall’argomento che tratti ma, soprattutto, dalla passione che ci metti nel blog e, più in generale, in quello che fai. E sarà quella stessa passione a decidere se avrai o no un piano di riserva.
Ma, praticamente, cosa puoi fare per cambiare modo di pensare?
1. Rivedi il tuo modo di parlare
Tutti noi abbiamo determinati termini “vietati”. Quelle parole che non ci dovrebbero uscire mai di bocca. Personalmente, quando si tratta di lavoro (ma, più in generale, nella mia vita) ho deciso di eliminare, in particolare, queste parole, questi modi di pensare, nemiche della produttività:
- Se/quando
Esempio: Se/quando il mio blog fallirà, dovrò _______ per rimediare.
- Fallimento
Esempio: Oggi ho fallito nel mio intento di scrivere 2 articoli, di aumentare del 10% i miei visitatori, di…
- Più tardi
Esempio: Lo farò più tardi…
- Probabilmente
Esempio: “Probabilmente le cose miglioreranno…” “Le cose probabilmente non funzioneranno…”
- (Non prendersi le proprie) Responsabilità
Esempio: “Non è colpa mia se le cose non hanno funzionato, è a causa di X che____ e anche di Y che non ha _____”
Ti consiglio di memorizzare bene questa lista, ti servirà sia nel campo del blogging che nella vita.
2. Sii paziente e persisti
Devi avere pazienza, non c’è nulla da fare. Non puoi aspettare il successo da un giorno all’altro e nemmeno tra un mese o due. Ci vuole tempo e ci vuole pazienza. Se non riesci a far funzionare questi due fattori insieme, puoi già incominciare un nuovo progetto destinato a fallire.
L’altro fattore mancante è l’essere persistenti. Probabilmente l’avrai già sentito dire molte volte, ma rimane comunque di fondamentale importanza. La pazienza e la persistenza sono i due fattori che ti porteranno, col tempo, al successo. Finché amerai quello che fai, non dubitare MAI di te stesso, guarda alle cose in maniera ottimistica, difficilmente fallirai (e, anche nel caso di un fallimento, puoi imparare molte cose).
3. Lavora con incentivi
Ogni giorno, quando accendo il computer, ogni giorno, quando non mi sento molto motivato a lavorare, guardo alle cose per cui lavoro. Siccome non ho nessun “piano B” devo dare il tutto per tutto in quello che faccio, ora, devo avere successo, devo crederci.
Ogni volta che non hai voglia di scrivere un nuovo articolo o di visitare e commentare quel determinato blog che sai ti porterà altri visitatori, inizia a pensare alle cose per cui lavori, per cui sudi, vedrai che saprai ritrovare la motivazione e continuare (questo però solo se le cose per cui lavori sono talmente forti da spronarti).
4. Altre cose a cui pensare
Tutto questo pensare a strade diverse, piani alternativi, mi ha fatto sorgere spontaneamente qualche considerazione che condividerò qui con te. Pensa ad esse se sei una di quelle persone che hanno un “Piano B”:
- Generalmente, la cosa che vuoi fare prima di usare il secondo piano ti porta ad un successo e soddisfazione maggiore. Quindi, qualsiasi sia la tua idea alternativa probabilmente non sarà così soddisfacente come la prima a cui avevi pensato.
- Se non sei riuscito a far funzionare il tuo blog (trattando di un argomento del quale eri appassionato), cosa ti fa pensare che il tuo “Piano B” (una cosa a cui non sei appassionato come la prima) possa funzionare meglio e portarti al successo?
- Se fallisci una volta, devi solo passare oltre? Ti chiedi mai perché le cose non hanno funzionato o semplicemente accetti i fatti così come sono? Per fortuna, generalmente s’impara dagli errori, per poi non ripeterli la prossima volta.
Ora, le domande che ti pongo sono: cosa ti da il tuo blog per farti andare avanti? Tu hai un “Piano B” nel caso in cui le cose non vadano per il verso giusto?




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Articolo e punto di vista interessante. Sono abbastanza d’accordo nell’evitare di avere un piano B, ritengo però che si debbano avere dei piani A1, A2, ecc…ovvero delle side ways che si sviluppino in parallelo….
Bell’articolo, però i “piani b” non sempre sono “abbandona la barca che cola a picco”, anzi potrebbe essere se non va in questo modo… proviamo nell’altro
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Pienamente d’accordo con l’articolo, spesso però sono molti quelli che hanno un piano B di riserva qualora le cose non andassero per il verso giusto, più che altro perchè non si vuole credere che un giorno tutto ciò per il quale si è faticato vada in fumo e allora ci si prepara al peggio. Probabilmente è vero che questa pratica distoglie dall’obiettivo primario, ma purtroppo non è così facile evitare di prendere “precauzioni per il futuro”
E’ già stato difficile costruire il piano A!! E’ difficile far decollare un blog, però secondo me la caparbietà aiuta. Bell’articolo, lo condivido
Hai ragione, non devi avere un piano “B” in testa, se ce l’hai parti già perdente.
Io non ne ho e non ci voglio pensare, ho aperto il blog da poco e ancora sto combattendo per dare una pulita al tema, ma credo fermamente nella comunicazione online, in tutte le sue forme.
Ripensandoci, un piano “B” ce l’ho. In previsione del 2012, ho ordinato 10 camion di candeline all’Ikea: ecco, le rivenderò a caro prezzo.