
Qualche mese fa vi ho raccontato come ho sconfitto l’AdSense Smart Pricing, in un guest post sul Tagliablog: ero riuscito a salire da 0,02 euro a click, fino ad un CPC di 0,06 euro.
Pensavo di aver raggiunto un ottimo traguardo, tanto che negli ultimi mesi il mio CPC AdSense si aggira intorno ai 0,08 euro, fino a toccare i 10 centesimi. Record assoluto per il mio account!
Leggendo qua e là e confrontandomi con altri blogger, ho scoperto che i miei guadagni sono davvero bassi!! Ecco una breve analisi.
1. Il mio CPC è troppo basso!
Quello che segue è l’andamento del mio CPC da settembre 2008 fino ad oggi:

Paolo Moro ha fatto la stessa analisi (da cui lo spunto a scrivere questo post) e questo è l’andamento del suo CPC:

Come ho detto, dopo un periodo di crisi, sono riuscito a risalire un bel po’. Tuttavia, se poco fa pensavo che 0,10 euro fossero un buon compromesso, ora ho scoperto che sono una miseria in confronto al normale standard di AdSense!
Il valore dei click di Paolo è attualmente più del doppio rispetto a me!
Per non parlare poi dei grandi del web, come Robin Good. Se diamo una sbirciata alla schermata del suo account AdSense, ecco cosa vediamo:

Il caro Robin guadagna oltre 100 euro al giorno e sapete come? Ha un CPC medio di 0,50 euro! Certo, i suoi guadagni non provengono solo dalla versione italiana del suo sito, ma soprattutto da quella inglese e, si sa, gli annunci pubblicitari internazionali pagano sempre di più.
D’altra parte 50 centesimi a click sono un bel po’! Visto che il numero medio dei miei click è pari al suo… se avessi anche lo stesso CPC, sarei ricco!
2. Marzo, periodo di crisi?
Se confrontate il mio grafico con quello di Paolo, è interessante notare che l’andamento dei due grafici è esattamente uguale! A questo punto verrebbe da chiedermi se tutta l’analisi che ho fatto in merito allo Smart Pricing non sia completamente sbagliata e se, invece, le variazioni di CPC non siano dovute esclusivamente ai capricci di Google.
La mia teoria iniziale era che tra febbraio e giugno 2009 Google mi avesse penalizzato a causa del CTR basso di alcuni miei siti, per poi “perdonarmi” dopo il mio intervento di ottimizzazione. Ora potrei invece teorizzare che il CPC è stato basso per tutti durante quel periodo. Anche Paolo, infatti, ha notato questa decrescita nel periodo intorno a marzo.
Non so più quindi che conclusioni trarre: sono fuori dalla penalizzazione o ho subito solo un piccolo rialzo, ma soffro ancora lo Smart Pricing? Oppure anche i vostri blog hanno un CPC come il mio?
Cosa ne pensate? Quanto vi paga AdSense per ogni click? Il blog di AlVerde fa guadagni sopra la media, oppure è lo standard? Fatemi capire, scrivete la vostra esperienza.




Grazie a tutti. Dallo scambio delle vostre idee ho capito molte cose
Ragazzi, io ho un piccolo sito sul fotovoltaico molto tematizzato, per questo fattore in primis e anche per il fatto che un click per un preventivo sul fotovoltaico o per un corso per il fotovoltaico (annunci maggiormente presenti sul sito) sia ben pagato dagli inserzionisti, ho un cpc che si aggira sui 0,3 euro in leggero aumento nel corso dei mesi di vita del sito.
anche per me il prezzo pagato dipende essenzialmente da due fattori:
1: cosa fa l’utente dopo aver cliccato, se procede nella navigazione del sito pubblicizzato, allora la pubblicità è servita e google premia il publisher, altrimenti google cerca di non danneggiare troppo l’advertiser abbassando notevolmente il CPC.
2: molto importante è anche la key dell’annuncio (e quindi i nteoria anche del post), ho pubblicato questa lista delle parole italiane più pagate da google:
http://www.robertoiacono.it/index.php/parole-piu-pagate-da-adsense/
Come puoi vedere un conto è fare un post su “hosting asp” pagata (dall’advertiser) 14,91 € e un altro è farlo su una parola pagata 0,05 €… Sicuramente al publisher non arriveranno mai tutti quei soldi, ma il CPC sarà maggiore nel primo caso senza dubbio!
Aggiungo questo link per una riflessione sui cali dei pagamenti e sulla percentuale che Google gira ai publisher:
http://www.seroundtable.com/archives/021580.html
anche la mia esperienza è cosi: tempo fa ero curioso e da casa di qualche amico, a turno, a distanza di qualche giorno, mi sono cliccato da solo i banner: piu’ una curiosità che un modo per guadagnare: ad oggi (da un anno ormai) non ho fatto piu’ di 5 dollari. in un anno. non un giorno. un anno. ok. adesso: per ogni click che facevo, e che era preceduto da una fase di consultazione dell’articolo e lettura dello stesso, piu’ il click sul banner, piu’ il tempo passato sul sito del banner (anch’esso lungo), mi venivano accreditati tra i 0,30 centesimi, fino ai 90 centesimi per click! un casino! per questo mi incavolo che non ho visite: il sito è un blog sulle moto, e gli inserzionisti appartengono a quell’ambiente.
tuttavia, se uno fa un fugace click dopo una fugace visita SERT, e fugacemente scappa dal sito del banner, il guadagno per quel click si riduce a 0,05-0,10 cents.
Credo che adsense aumenti il valore dei clik se l’utente dopo aver clikkato sul banner compie qualche azione e non torna subito indietro
non sono esperta, anzi, ma penso che il numero di visitatori non conti più di tanto.
ho un blog con sicuramente molto meno utenti di Ghido e ho installato adsense solo due settimane fa. ma prendo in media 13 centesimi a click.
penso dipenda più dal tipo di contenuto e dal numero di aziende competitor che investono in quello specifico settore.
Ciao, io gestisco un sito che ha visto raddoppiare il CPC da 0,08 a 0,16 settore cellulari..praticamente in un anno. Layout invariato ma raddoppio dei visitatori. Parliamo di 4000/5000 visitatori al giorno attuali. Quindi credo che i fattori importanti siano i contenuti e il numero di visitatori.. Il cpc di bigthink non mi sembra cosi’ basso ma bisognerebbe sapere i visitatori.
Sinceramente mi sembra strano che il traffico influisca sul CPC, mentre probabilmente influisce sul CTR: più visite hai e più è probabile che gli utenti clicchino sui tuoi ads.
Magari il raddoppio del tuo CPC è solo un caso.. boh.. ^^
Io personalmente non sono d’accordo con la tua analisi.
Parliamo di Paolo Moro che è una realtà italiana, gli annunci in inglese come anche evidenzi tu sono un altro pianeta.
A parte che al 99% Paolo ha un account premium e, se non ricordo male, questo permette di avere diritto ad una percentuale dei soldi spesi dall’inserzionista leggermente superiore, ma sopratutto a mio avviso è il valore delle keyword associate agli annunci a fare la differenza.
Se provi a guardare il valore medio stimato del CPC con il Keyword Tool di AdWords vedrai che per esempio con argomenti inerenti il “fare soldi” (l’argomento di alverde.net) si arriva anche ad ottenere più di € 2.00 a singolo click.
Il mio parere è che il paragone non possiamo farlo con altri inserzionisti (che magari non lo sappiamo, ma gestiscono 10 blog di nicchia in inglese su assicurazioni, mutui ed investimenti), ma confrontare attraverso il sopracitato tool i CPC ottenuti dalle *singole pagine/argomenti* del nostro sito. Io gestisco un sito che tratta argomenti medici, ho pagine che da sole arrivano a fare 5-600 visualizzazioni uniche al giorno che mi rendono meno del singolo articolo dedicato all’assicurazione sanitaria che di visitatori ne avrà 10-15 quotidianamente.
Quello che dici è verissimo: il CPC dipende soprattuto dall’argomento trattato, certo.
Se forse non ha tanto senso confrontare i miei guadagni con quelli di Paolo Moro, però avrebbe senso confrontarmi con altri blogger che trattano i miei stessi argomenti. E questa era un po’ la richiesta che ho fatto ai lettori: condividere il loro CPC.
Per quanto riguarda il confronto con il CPC segnato ke Keyword Tool di AdWords, sinceramente non me ne intendo tantissimo. Immagino che il CPC così ottenuto sarà quello che l’inserizionista AdWords andrà a pagare e non quello che otterrà il publisher, giusto?
Se mi viene indicato che un click su un’inserizione relativa a “fare soldi” costa 2 euro, come faccio a sapere di quei 2 euro io publisher quanto guadagno?
Voglio dire: è uno strumento utile per capire quali nicchie pagano di più, ma come posso usarlo per sapere qual’è il guadagno medio dei click AdSense?
Purtroppo è vero che il CPC segnato sarà quello pagato, ma mi premeva sottolineare i diversi ordini di grandezza in gioco.
Io vado un pochino a proporzioni, nel senso che se per un dato argomento guadagno X a click e per un altro 5X, mi aspetto un rapporto simile anche dal Keywoord Tool.
…
Spero di non essere apparso saccente nel primo commento, l’ho scritto di corsa e non sarebbe stata mia intenzione.
Assolutamente no, non preoccuparti. Anzi mi fa piacere confrontarmi con chi la pensa diversamente da me
Bobo considera che il keyword tool di AdWords fornisce stime per la rete di ricerca, non per la rete dei contenuti.
Pertanto quello che tu dici in linea generale potrebbe essere vero facendo le dovute eccezioni… Di solito vanno in rete di contenuti AdSense
* gli inserzionisti più accorti
* o coloro che competono in settori dove i costi in rete di ricerca sono talmente elevati da “dissanguarsi” rapidamente
* o ancora coloro che promuovono prodotti e servizi che difficilmente sarebbero ricercati dagli utenti
* oppure infine chi fa campagne di brand/visibilità non orientate direttamente al risultato come nel marketing a risposta diretta.
Che fosse limitato alla rete di ricerca non lo sapevo. Thx!
Gestisco un blog di blogging su gestione di un blog, meno vario e con minori contenuti, ma simile al tuo Daniele.
Quanto si aggirano i click§? Solitamente vanno dai 0,03 € ai 0,08 €. 3 – 8 centesimi.
e da molto tempo. Non credo sia smart pricing….
Bè, dai, mi consolo allora…
Scusate, ma come si fa a guadagnare con AdSense??
Onestamente io faccio davvero fatica.
Vi spiego: ho un sito a tema Apple che genera circa 30.000 pageviews al mese, con 600-700 accessi al giorno. Per carità, sono “numerini” rispetto ai vostri, però speravo (almeno) di arrivare ai 50€ mensili (andrebbe bene pure in due mesi!!). Fatto sta che gli annunci li ho integrati i primi giorni di Settembre e, ad oggi, non sono ancora a 25€!!!
All’inizio davo la colpa alla poca contestualizzazione degli annunci (ogni tanto mi esce la pubblicità degli antivirus per PC…) però a questo punto deve esserci qualcosa che non va! IL CTR è sempre bassino (0,3-0,7%) e i guadagni giornalieri, quando va bene, sono sugli 0,8-0,14€. Tipo oggi, con più di 700 impressioni, 5 click sono a quota 0,14€. Non è un po’ pochino?
Accetto ogni consiglio e complimenti per il blog, lo seguo sempre!
Possono esserci diversi problemi: il primo è sicuramente il CTR troppo basso. Lì di solito non è colpa di AdSense: prova a mettere gli annunci in una posizione più visibile, ottimizza i colori, aumenta il formato…
Il CTR basso può inoltre portare allo Smart Pricing: leggi questo articolo, se ancora non l’hai fatto.
Direi che se fai 0,14 euro con 5 click, sei stato colpito al 99% dallo Smart Pricing!
Grazie! In effetti ho risolto in parte… anche se certo non si naviga nell’oro… ora riesco a fare sui 0,5€ al giorno molto meglio di prima… comunque pochissimo rispetto al tempo che ci passo sopra
Un tip:
Ottimizza una pagina come se la ottimizzassi per aumentare il quality score di AdWords e cresce anche il valore del CPC, spammo anche un po di Tips and Tricks di AdSense, ti fa niente?
Tornando al discorso, è molto complesso, però, di sicuro c’era di mezzo la crisi, l’argomento centra sempre e ci sono anche i trend stagionali, comunque gl’investimenti pubblicitari del web aumentano, aumenta di sicuro anche il valore del CPC se ci sono i presupposti (buoni contenuti, buon sito, buon ROI, ecc.).
Ciao Ghido!,
Yuri.
Interessante quella pagina con i tip di AdSense, appena ho tempo me la leggo per bene, grazie
Ciao Ghido, io gestisco alcuni Blog ed il mio CPC si assesta sui 0,14 …
Un pò meglio del tuo ma decisamente inferiore ai colossi che hai citato.
Ciao
io ho messo google adsense solo da alcuni giorni e non ci capisco ancora granché. p.es. non so dove trovare l’andamento del cpc (adsense fa vedere solo il CTR e l’eCPM).
poco fa ho inserito in google quindi ‘cpc adsense’ e il tuo articolo è uscito al secondo posto dopo quello di google
intanto il tuo blog mi pare proprio ottimizzato alla perfezione
Wow, è vero! Sì, è molto ben ottimizzato
Comunque, per visualizzare l’andamento del CPC, devi esportare in formato CSV i dati dei rapporti AdSense che vuoi analizzare. Quindi li apri con excel, inserisci una nuova colonna “CPC” (calcolata come Entrate/Click) e crei il grafico.
Un modo più semplice? Utilizzi il software gratuito CSV AdStats.
Quali gli elementi che influenzano positivamente il CPC ?
* Il fatto di avere una pagina con ottimi contenuti
* una URL indicativa
* parlare della cosa giusta nella pagina giusta (ho visto una pagina con un ecpm superiore a 2000$ generare CPC da oltre 1.4€)
* possibilmente tenere distinte nicchie diverse in account AdSense diversi (non sempre è possibile).
Riguardo alla provenienza mi chiedo questo: se sto cercando su Google una cerca cosa, clicco in un risultato e finisco in una pagina di un tuo sito. Subito dopo clicco un ad AdSense di quella pagina.
Concordi con me che c’è qualcosa -secondo me- che non quadra ? Perché se ci pensi bene Google vuole soddisfare la richiesta dell’utente nel modo più esaustivo possibile e nel minor tempo possibile. E’ vero che Google “guadagna” dal click, ma è pur vero che il risultato fornito in SERP all’utente non gli è stato utile!
Almeno questo è il mio modesto parere.
Esatto, come ho detto io: un click su un mio banner da un utente che mi ha trovato da Google vale poco.
E’ anche vero che il sopracitato Robin Good ha un CPC di 0,50 euro ed il suo traffico viene per lo più da Google.
Ciao Francesco,
non sono molto d’accordo con questa tua affermazione: “Riguardo alla provenienza mi chiedo questo: se sto cercando su Google una cerca cosa, clicco in un risultato e finisco in una pagina di un tuo sito. Subito dopo clicco un ad AdSense di quella pagina. Concordi con me che c’è qualcosa -secondo me- che non quadra ?”
L’idea che Google voglia soddisfare le richieste degli utenti con il minor numero di click possibile credo valga solo per il motore di ricerca, non per Adsense. Una volta effettuata la ricerca e cliccato su un risultato, un utente si ritrova su una pagina contenuto che in genere è di buona qualità (altrimenti difficilmente sarà ben posizionata su google, no?). Effettuare un click su un annuncio può significare cercare un approfondimento su quel topic, oppure perfezionare un contatto commerciale con un merchant che offre prodotti/servizi correlati.
Perchè considerare questi click poco qualificati? Al contrario, per esperienza personale, i publisher Adsense migliori sono quelli che hanno i migliori posizionamenti su Google per le parole chiave che a me interessano..
Per tornare al discorso dello Smart Pricing, penso sia semplicemente attribuibile alla qualità e tematicità dei contenuti: più sono elevati, più gli inserzionisti alzano (giustamente) il bid.
Per fare un esempio concreto: un blogger che parla “di tutto un po’” o un sito che ripubblica contenuti di altri fonti saranno per forza di cose vittime dello smart pricing.
Non vedo in altre parole nessun favoritismo agli inserzionisti, che vogliono pagare in base alla qualità e verticalità dei siti. Anche il discorso che “in caso di click che non convertono in termini di vendite, registrazioni, contatti, allora può ridurre l’importo pagato per ogni click dell’intero account AdSense” è fuorviante: per la maggior parte degli inserzionisti Google non ha visibilità sui tassi di conversioni, nè penso abbia interesse a saperlo: sono gli inserzionisti che con i loro bid determinano la qualità.
Che ne pensate?
Grazie
F.
Tu scrivi:
Tuttavia non è così che funziona lo Smart Pricing: il fatto che gli annunci vengano pagati poco è deciso da Google. Vede che i tassi di conversione sono bassi e quindi decide di favorire l’inserzionista, facendogli pagare poco i singoli click.
Cito dal blog di Google AdSense:
E ancora:
Quindi Google ha visibilità dei tassi di conversione.
Poi, certo, è anche vero quello che dici tu: più un blog è di qualità e tematico, più gli annunci saranno contestualizzati e maggiori le conversioni.
Google ha visibilità sui tassi di conversione solo di una parte degli inserzionisti: è una libera scelta quella di rendere visibili i dati a Google.
Capisco la posizione sullo smart pricing da parte del blog di Adsense, ma quello che volevo dire nel commento precedente è che dal mio punto di vista lo Smart Pricing non è altro che una sorta di naturale penalizzazione dei click provenienti da siti di scarsa qualità.
Rimane comunque poco trasparente e in un certo senso preoccupante che Google utilizzi i dati di conversione per “ottimizzare” campagna a PPC, anche qualora fossero nell’interesse degli inserzionisti stessi.
Da inserzionista, mi chiedo su quali basi Google determini se un sito ha un alto conversion rate: sui miei, su quelli dei miei competitor? Oppure su tutta la base di inserzionisti? E se i miei obiettivi di conversione sono diversi rispetto a quelli di tutti gli altri?
Non credi che Google dovrebbe fare maggiore chiarezza?
Grazie e scusami per le troppe domande..
F.
Ciao web copywriter,
infatti non ho detto che il click dev’essere per forza basso o smart priced.
Credo però che nel calcolare il CPC anche questo potrebbe essere uno dei fattori che Google AdSense/AdWords potrebbe tenere in considerazione.
Immagina questa sequenza.
1. faccio una query in SERP.
2. clicco un risultato e finisco in una pagina web.
3. dopo 2 secondi che visito quella pagina clicco un ad.
Converrai con me che in questa situazione è abbastanza probabile che quel click non sia un approfondimento ?
(Per inciso per quanto riguarda i prodotti correlati sono perfettamente d’accordo con te. E tra l’altro credo di essere tra i pochi a sostenere -dati alla mano- che mettere AdSense in un sito ecommerce da 8000 unici al giorno non faccia scendere il numero di ordini prodotti).
Detto in termini più terra-terra: immagina la classica struttura dei siti MfA che a volte generano bounce rate molto, molto elevati.
Ora se tu fossi Google (a parte il fatto che hai guadagno nel click dell’utente, come avevo già precisato nel mio precedente commento) ti sembra utile quella pagina dove l’utente entra e 2 secondi esce cliccando su un ad ?
Certo, concordo che 2 secondi significa irrelevanza. Ma pensi che Google riesca a fare questo tipo di valutazione tenendo traccia anche del tempo di permanenza sul sito?
Noto anche che ultimamente molti adsense publisher (compreso questo blog che ospita i miei commenti triviali) tendono a dare molto spazio above the fold agli annunci, tipicamente subito sotto il titolo di un post con un 300×250. Gli utenti meno esperti saranno tentati a cliccare subito sugli annunci, senza fermarsi a leggere. Il che si traduce in scarsa permanenza sul sito. Questa pratica mi sembra “non osteggiata” dalla policy adsense, che al contrario sul suo blog suggerisce di impiegare gli annunci nelle zone più pregiate della pagina.
Per riassumere: se adsense vuole davvero favorire le conversioni dovrebbe predicare la consapevolezza/qualità dei click, con conseguenti minori guadagni per publisher e per il programma stesso.
Sto delirando?
Ciao di nuovo web copywriter,
che Google tenga traccia della permanenza sul sito non mi pare una novità.
Se cerchi su google per “google bounce rate serp” (togli le doppie virgolette quando ricerchi, le ho usate qui per chiarezza) troverai diversi risultati interessanti di forum di settore SEO anche aggiornati di recente in USA.
Come giustamente viene evidenziato in uno di quei thread bisogna vedere anche qual’è la percentuali di utenti che clicca subito nell’ad above the fold, rispetto al 100% degli utenti del sito.
E poi bisognerebbe vedere anche quanto gli utenti sono fidelizzati.
Ora …
1. Perché se un principio è tanto evidente da una parte (SERP), dobbiamo per forza pensare che non possa essere applicato ad AdSense ?
2. Non dimentichiamo che Google ha una fonte dati come Analytics, installato oggi sull’84% dei siti mondiali, che c’è l’opzione di condivisione statistiche e che Google Analytics ti mostra anche gli andamenti del tuo sito rispetto a quelli dei siti del tuo stesso settore.
Mi sembra un dato troppo evidente per poterlo trascurare o per continuare a pensare “ma Analytics e AdSense sono due cose separate pertanto Google le considera a compartimenti stagno”.
Aggiungo al riguardo che l’influenza SERP/AdSense secondo me è anche ad altro livello.
E cioè a livello di penalizzazioni in SERP per verifiche da quality rater scattate per segnalazioni di attività più o meno anomala nell’account correlato AdSense (altrimenti come ti spieghi che un network di diversi siti viene penalizzato interamente lo stesso giorno alla stessa ora e l’elemento in comune è solo l’account AdSense ?)
Come già detto credo anche che per AdSense valgano dei principi più o meno analoghi a quelli del quality score di AdWords cioè una struttura a più livelli che concorra a determinare il CPC finale in tempo reale in base a tanti parametri.
Quali che siano tutti questi parametri non credo sia facile individuarli (Google analizza circa 200 fattori diversi con i suoi spider).
Per fartela breve ecco una possibile lista parziale.
Fattori per ogni pagina:
a) disposizione degli ads per pagina
b) numero di ads disposti per pagina
c) rilevanza tra contenuto e keyword della pagina e ads
Fattori per dominio:
a) nome a dominio
b) temi e settori trattati
c) anzianità ?
d) affidabilità ?
Fattori medie calcolate:
a) media dei CPC degli anni/mesi/settimane precedenti
b) media delle conversioni eseguite sul sito di destinazione (se impostate)
c) media del valore del CPC per pagina per gruppo di ad
d) media del CPC complessivo di ogni pagina
…
Fattori utente
a) preferenze dell’utente
b) fidelizzazione dell’utente rispetto al sito
c) voti (vedi sotto)
Altri fattori ? Certamente, la caccia è aperta
.
Altre 2 cose da non dimenticare più recenti che possono influire anche nel rendimento degli annunci AdSense sono:
a) il behavioural targeting con cui Google mostra ads specifici in funzione delle preferenze dell’utente
b) la possibilità di preferire alcuni annunci AdSense rispetto ad altri cliccando sulla stellina che appare vicino al title. Un elemento simile al “mi piace” delle inserzioni Facebook Ads.
Premessa doverosa: non mi interessa monetizzare con AdSense. Mi interesso ad AdSense perché è l’altra faccia di parte del mio lavoro, cioè Google Adwords.
E’ da un pò di tempo che parlo con amici e colleghi di una cosa semplice da comprendere e “logica” se pensiamo in termini di AdWords e non di AdSense.
In AdWords il CPC sostenuto da un inserzionista è calcolato in tempo reale dal sistema di Google in base a una serie di parametri che possiamo banalmente ridurre a 2, ovvero quanto l’inserzionista è disposto a investire (CPC max) e il quality score.
Dallo scorso ottobre -se ricordo bene le date- il quality score è calcolato in tempo reale. Ciò vuol dire che Google per ogni query digitata dall’utente è in grado di dire quando un annuncio deve essere pagato in quel momento specifico.
Ora mi chiedo non è più semplice anziché andare a fare medie e calcoli (che potrebbero lasciare il tempo che trovano) ipotizzare che Google anche per AdSense adotti lo stesso concetto ?
In base ad altri parametri senza dubbio, ma Google sicuramente ha a mio avviso un algoritmo per assegnare un CPC calcolato in tempo reale – cioè nel momento esatto in cui l’utente clicca l’annuncio AdSense – e in modo non predeterminato quanto è il CPC sostenuto dall’inserzionista e quanto dare in revenue al publisher.
Quali sono gli elementi che potrebbero determinare questo CPC ?
In quest’ottica a mio avviso oltre a quelli già noti (tematicità della pagina, eCPM, nicchia o settore, URL, etc etc.) potrebbero diventare interessanti altri elementi quali ad esempio:
* se l’utente che clicca in un ads arriva sulla pagina specifica da una ricerca fatta sul motore oppure dopo aver fatto un percorso di navigazione all’interno del sito.
* dopo quanto tempo che l’utente è sulla pagina fa click sull’ad.
Seguendo questo ragionamento cade anche la fatidica domanda “quanto è la percentuale del CPC che Google assegna a un publisher?” perché possono esserci oscillazioni tra i click anche notevoli (e qualcosina tra il mio account e quello di altri ho riscontrato).
Un’ultima cosa: è possibile con AdWords pagare anche a CPM anziché a CPC nelle campagne in rete di contenuti (leggi: AdSense). Questo è un aspetto che molti publisher dimenticano e che se ben usato porta per l’inserzionista molte impression e un sacco di click.
Se confrontati con il corrispondente modello a CPC il costo dei click in questo caso è irrisorio (ma il publisher viene pagato a impression!)
Ciao Francesco, grazie mille per la spiegazione e per l’ampia integrazione del mio post.
Purtroppo devo ancora studiarmi per bene come funziona AdWords, in quanto non l’ho mai utilizzato. Effettivamente capire anche l’altra faccia della medaglia può essere utile per comprendere meglio le dinamiche.
Sono d’accordo con te sul fatto che gli elementi indicati determinino il CPC, ma secondo te quali lo influenzano positivamente? Immagino che se un utente arriva da una ricerca su Google e clicca su un mio ads, potrebbe valere di meno rispetto al click di uno che arriva dall’interno del sito. Giusto?
A tutto questo si aggiunge il fantomatico Smart Pricing…