
In questo blog parliamo spesso di come le applicazioni Facebook possono aiutarci a raggiungere gli obiettivi di comunicazione e marketing: applicazioni per vendere di più, applicazioni per stimolare l’interazione e l’engagement dei fan attraverso giochi e concorsi, applicazioni virali per aumentare il numero dei fan.
Ma le applicazioni su Facebook non sono tutto e una strategia di Facebook marketing deve raggiungere gli obiettivi strategici sfruttando tutte le possibilità e gli strumenti che Facebook offre.
Ieri durante lo Young Digital Lab a Milano ho tenuto una presentazione sulla social media strategy e sul social media management in cui, tra le varie cose, ho presentato una metodologia in quattro punti che utilizzo spesso nell’affrontare il Facebook marketing e che credo si adatti molto bene a tutte quelle aziende, realtà e strutture che hanno deciso di investire dei budget in questo canale.
1. Ti serve una pagina
Non si tratta di aprire una pagina fan in cinque minuti e neanche di creare una landing tab in maniera amatoriale, come non solo molte piccole aziende, ma anche alcuni grossi brand spesso fanno.
Strutturare una pagina fan significa progettarla sulla base del proprio brand e dei propri obiettivi: come impostare la landing tab e le call to action? che contenuti inserire? come sfruttare l’immagine profilo e la miniatura per veicolare messaggi? quali tab mantenere attive, quali creare ad hoc?
Progettare la pagina fan significa inoltre curarla al massimo graficamente studiando il modo di aumentare il conversion rate, per ottimizzare gli investimenti in advertising e in generale per fare in modo che la più alta percentuale di persone possibile, una volta atterrati sulla pagina, non esca dalla stessa prima di essere diventato fan.
E ovviamente è necessario capire cosa si vuole che gli utenti facciano nella pagina Facebook, e come meglio stimolare quelle azioni, restando comunque sempre consapevoli che una pagina fan non è come un minisito e deve essere prevalentemente utilizzata per spingere contenuti nel newsfeed: è la che gli utenti passano il tempo, non sulle nostre pagine fan.
2. Crea una fan base
A cosa serve una pagina senza fan? Che senso ha sviluppare una applicazione virale, se manca una massa critica in grado di innescare i meccanismi di diffusione?
Per questo motivo, una volta creata la pagina fan, la prima attività e preoccupazione deve essere quella di creare una fan base consistente. Se Facebook Ads è ovviamente lo strumento migliore per creare una massa critica — soprattutto se gestito in maniera consapevole e ottimizzando gli investimenti — ci sono numerose altre attenzioni che ci possono aiutare: inserire in posizione visibile il like box nel sito, ricordare di diventare fan ai propri clienti nel punto vendita, inserire la url della Facebook page nelle pubblicità, e via dicendo.
Ma attenzione: creare una fan base è fondamentale, ma bisogna farlo sempre in maniera coerente con il brand e nel rispetto della propria reputazione aziendale.
3. Coinvolgi i tuoi fan con le applicazioni.
E’ questa la fase giusta per lanciarsi a livello strategico e creativo nel trovare soluzioni innovative e creare attività che coinvolgano i propri fan e ci consentano di raggiungere i nostri obiettivi, o anche per approfittare di applicazioni e meccaniche già sperimentate da altri e che ci possono portare benefici.
Ma se lanciare una applicazione può essere davvero efficace nel momento in cui si dispone di una massa critica, può essere uno spreco di soldi vero e proprio se non si è pensato a come promuoverla e incentivarne la diffusione: le meccaniche virali sono utilissime ma solo se vi è una fan base sufficiente.
4. Conversa con i tuoi fan
E’ la cosa più difficile e al tempo stesso la più sottovalutata. Se nello sviluppo di applicazioni e nella gestione di campagne Facebook Ads tutti concordano che siano indispensabili professionalità specifiche e competenze precise, quando si tratta di pubblicare contenuti nel wall e di gestire la conversazione con i fan, le aziende tendono spesso all’improvvisazione.
Gestire in maniera strategica e coerente con gli obiettivi la conversazione su Facebook significa strutturare un piano conversazionale che dia benefici sia ai fan che al brand, attraverso la progettazione di contenuti coerenti con gli obiettivi strategici dell’azienda e al tempo stesso con le esigenze informative, di intrattenimento e divertimento dei fan, oltre che con loro eventuali necessità pratiche.
Ma significa anche gestire e coordinare attività legate alla produzione dei contenuti, alla raccolta dei feedback, al community management e attivare processi aziendali che consentano di inserire Facebook all’interno degli strumenti di marketing e CRM.
5. Non fermarti
Facebook non è un canale in cui fare (soltanto) campagne temporizzate: una volta iniziate le attività bisogna portarle avanti nel tempo, sviluppando nuove applicazioni, modificando gli obiettivi e gli approcci, realizzando nuove campagne di Facebook Ads e ottimizzando via via i contenuti sulla base dei feedback, dell’esperienza, e dei cambiamenti aziendali.
Quando pensate ad attività di marketing su Facebook ricordate di sfruttare il Facebook Marketing Mix.




Ciao Daniele, faresti una guida su come fare una cosa del genere?
https://www.facebook.com/pages/Timmy-Turner-estiste-veramente-Guarda-la-foto/293210737377698?ref=nf
Effettivamente un approccio diretto è anche più in linea con la logica dei social network, senza mai dimenticare che è ovvio che dietro ad un brand non c’è una sola persona ma molteplici, e se il brand iniziasse a parlare io faccio, io dico, suonerebbe un pò strano.
però figo dai, il signor coca cola che risponde ad un cliente dicendogli “Io ti faccio fare i rutti più forti di tutte le altre bevande gasate”
ahahah
Ciao Gabriele, in generale concordo con l’approccio di Luca.
A presto,
Michele
io personalmente sulla pagina della mia attività quando parlo del’attività dico NOI quando mi rivolgo al pubblico dico VOI d infine quando rispondo ad un post specifico di una persona dico TU…
Ciao Michele,
grazie per l’ottimo articolo.
Avrei voluto partecipare anche io al Lab a Milano ma impegni vari me l’hanno impedito.
Ho una domanda pertinente cui vorrei dare una risposta, relativamente alla conversazione con i fan della pagina.
Sono social media manager di una pagina di un brand abbastanza noto con circa 8.000 iscritti, e quotidianamente mi occupo di gestire la comunicazione e l’interazione con i fan.
Ora, il titolare dell’azienda esige che io dialoghi con gli utenti sfruttando la seconda persona singolare anche negli aggiornamenti in bacheca (non solo nelle risposte ai commenti). In alcuni casi, però, la comunicazione deve, per forza di cose diventare al “plurale” sottintendendo la presenza di un team. Provo a spiegarmi meglio:
1. Post in bacheca quotidiano: “Io dico a te”
2. Risposta a un commento: “Io dico a te”
3. Qualche post che richiede un tono più generico: “Noi diciamo a te”
4. In casi particolari: “Io dico a voi” o “Noi diciamo a voi”
Ora, secondo me questo non fa che peggiorare la comunicazione che dovrei avere con i fan. Mi sembra che venga fuori un miscuglio di approcci che non porta grossi giovamenti, sopratutto non riesco a digerire il tono “Io dico a te” che mi suona tanto di slogan anziché di conversazione in una community.
Qual è la tua opinione in merito e qual è il modo migliore per interagire in una pagina fan?
Grazie.